orfini

Apr 20
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E io penso che quei militanti il problema del loro ruolo e della loro identità se lo risolveranno da soli. E’ quello che ho cercato di dire in sezione: chi siano e cosa vogliano saranno loro a deciderlo, ognuno di loro, senza bisogno che glielo spieghi né il segretario, né il giornalista, né la “coscienza critica” di turno. E l’unica battaglia che valga la pena di combattere è quella per riprendersi questo potere, dentro i partiti e fuori.
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Naturalmente, si può ritenere che la democrazia sia in ultima istanza disarmata rispetto ai suoi nemici, che non hanno l’impaccio di un’opinione pubblica dinanzi a cui rendere ragione dei propri atti, né una coscienza giuridica alla quale rispondere; ma la democrazia è precisamente quella cosa che gli uomini hanno inventato per allontanare da loro le istanze ultime. Come ogni impresa umana, anche la democrazia può fallire, ma rinunciare al rispetto delle sue forme e delle sue garanzie, accettare la tortura non è fallire: è capitolare.
Dec 06
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Leonard: We need to widen our circle. Sheldon: I have a very wide circle. I have 212 friends on MySpace. - Yes, and you’ve never met one of them. - That’s the beauty of it. - I’m gonna invite her over. We’ll have a nice meal and… chat. - Chat? We don’t chat. At least not offline. (Big Bang Theory)
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Massimo Cacciari accusa il partito di Bossi di “statalismo” e sul Foglio di oggi ci propone un’ardita revisione costituzionale volta ad azzerare l’intera esperienza dello Stato unitario e a sostituire l’Italia con una confererazione di macroregioni sul modello di Gioberti e del “primo Pio IX”. Qualcuno potrebbe pensare a uno scherzo, ma Cacciari ricorda giustamente agli smemorati che lui il federalismo lo ha “imparato proprio da Miglio alla fine degli anni settanta quando nessuno ne parlava”; quando cioè, aggiungiamo noi, quell’operaismo di cui egli era uno dei massimi esponenti (insieme a Mario Tronti, Toni Negri e Alberto Asor Rosa) sfociava con grande naturalezza nel “pensiero negativo”.
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A: Ce la faremo, vedrai. La sinistra italiana è sopravvissuta pure al fascismo … vuoi che non sopravviva a Veltroni? B: Sì, ma allora c’era Togliatti all’estero … oggi c’abbiamo Scalfarotto.
Oct 04
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EPIGRAFE

Professore, - esclamò Nando a testa bassa, - Voi amate l’Italia?
Di nuovo ebbi intorno a me le facce di tutti: Tono, la vecchia, le ragazze, Cate. Fonso sorrise.
- No, - dissi adagio, - non l’Italia. Gli italiani.

Cesare Pavese, La casa in collina
(citazione posta in esergo alla “Storia degli italiani” di Giuliano Procacci).

da Quadernino

Mar 21
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Mar 18
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C’è sempre un tempo migliore di questo. Un tempo che era pervaso da entusiamo e sincera partecipazione. E generalmente è il tempo in cui c’era meno gente. Il che dovrebbe insegnarci molto sulla natura dell’essere umano.
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Il patrimonio [culturale], in altri termini, è un lavoro (ad esempio, quello di inventariare e riesaminare corpora di monumenti) il cui status e le cui ambizioni dipendono concretamente dalla posizione occupata in un dato periodo […] dagli archeologi, dagli storici dell’arte ecc. all’interno della comunità intellettuale nazionale […]. Vale a dire da quanto strettamente il patrimonio è legato ai valori riconosciuti a certe attività - della mano e dell’occhio - nella rappresentazione che una società ha di sé.

D. Poulot, La nascita dell’idea di patrimoine in Francia tra Rivoluzione, Impero e Restaurazione, in “Il patrimonio culturale in Francia” (a cura di M.L. Catoni), Milano, 2007